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La moda che diventa arte

Intervista a Valeria Bosco

Ci sentiamo di dire così parlando delle creazioni di Valeria Bosco, una stilista designer che utilizza un’antica tecnica giapponese per tingere i suoi modelli, che diventano davvero unici

Valeria Bosco è una designer che mescola la sua grande esperienza in fatto di stile con l’arte dello Shibori, un’antica tecnica Giapponese di tintura su tessuto. Ogni singolo capo della sua capsule collection, diventa un’opera unica e irripetibile, bella da vedere e indossare, come lei stessa ci racconta in questa intervista.

Ci parli brevemente dei suoi inizi e del suo percorso professionale?

Ho cominciato molto giovane, agli inizi degli anni 80, come assistente di Franco Moschino, poi di Gianfranco Ferré, con il quale ho lavorato diversi anni. Sono stata molto fortunata ad aver avuto due maestri di tale calibro: molto esigenti ma altrettanto generosi, persone vere che mi hanno insegnato il “perché” e il “come” fare questa professione. In quegli anni, inoltre, il pret-à-porter italiano stava esplodendo e l’energia era indescrivibile. Ho proseguito la mia strada, collaborando con vari marchi, tra cui Basile, Genny, Etro, fino a quando, negli anni 90, ho “incontrato” lo Shibori, una  meravigliosa tecnica giapponese di tintura su tessuto, poco praticata a causa della sua complessità, che permette di produrre poco ma con risultati davvero unici e inimitabili.

modQuesta passione, che dura da più di vent’anni, mi ha portato oggi a creare la collezione Tubini, una linea di abbigliamento e sciarpe prodotta in serie limitata. Tingo personalmente tutti i pezzi, che non sono mai uguali fra loro, proprio come le donne alle quali sono dedicati.

Chi è in realtà Valeria Bosco?

Una persona “lievemente” malata di lavoro, che si sente utile quando riesce a trasmettere emozioni, attraverso quello che fa (non soltanto nella moda)

Un motivo per scegliere un suo capo?

Perché piace da impazzire, naturalmente. E anche perché è unico, fatto a mano e senza tempo. Se piace davvero sarà per sempre e il piacere si rinnoverà a ogni occasione d’uso.

Qual è il filo conduttore delle sue creazioni?

La sensualità dell’incontro tra il sapore di culture orientali e lo chic europeo.

Da dove trae ispirazione quando crea i suoi modelli?

La tecnica stessa della tintura Shibori è una fonte praticamente inesauribile. Posso poi perdermi nelle stratificazioni di colore di Mark Rothko… Osservo inoltre con grande attenzione i movimenti del corpo delle donne, per valorizzarlo  lasciandolo libero di esprimersi.
E poi, la voce dei tessuti… e il mio giardino.

Come ha scelto di far conoscere e distribuire la tua collezione?

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Ho scelto la formula del Tubini tour. Propongo la mia collezione in eventi e fiere per capire meglio le esigenze e i desideri delle mie clienti e anche per contenere i costi, evitando i ricarichi di una distribuzione affidata alle classiche boutique. In questo modo posso garantire materiali pregiati e lavorazioni esclusive a un prezzo accessibile. È un nuovo concetto di “lusso alternativo”. Inoltre, ho aperto la pagina di Facebook ufficiale, Tubini Valeria Bosco, sempre aggiornata sugli appuntamenti e sulle mie nuove creazioni. Da qualche mese è online anche il mio sito internet, www.tubini-valeriabosco.com, dove è possibile visionare i capi e contattarmi per eventuali acquisti.

Tra i suoi ultimi eventi, quale ricorda con più soddisfazione?

Le mie recenti partecipazioni a mostre mercato private organizzate all’interno di dimore storiche grazie alla collaborazione di amiche galleriste e associazioni culturali.

Sono state delle bellissime esperienze perché ho incontrato molte persone simili a me, sempre alla ricerca di oggetti speciali.

Un personaggio famoso che vorrebbe vestire?

Potrei nominare tante attrici
– il cinema è la mia seconda passione – ma per me la parola famoso ha un significato relativo… vorrei vestire tutte quelle femmine con la F maiuscola che sono libere nelle loro scelte, in armonia con il loro corpo e la loro età, che non hanno bisogno di dimostrare d’essere “altre”. Femmine in tutta la loro forza e fragilità e per questo davvero affascinanti. Non a caso, per lo shooting della collezione autunno/inverno 13-14, ho scelto donne vere, dai 19 ai 50 anni,
che si sono rivelate interpreti ideali.

Un sogno che non ha ancora realizzato?

Una laurea in antropologia.

Qual è il suo consiglio di stile?

Aggiungere al proprio guardaroba un capo della collezione Tubini.

 

Per informazioni su Valeria Bosco:

www.tubini-valeriabosco.com
Cell. 335 5948336.

Maria Gloria Amendolito è la mente creatrice del brand Maminou, specializzato in cappelli e accessori, modelli unici, risultato della fusione
tra arte, alto artigianato e cultura made in Italy; di Franco Lorenzon

036Maria Gloria Amendolito è la creatrice del brand di cappelli e accessori Maminou. Un nome ricco di significato per la giovane stilista. La volontà di realizzare un omaggio alla nonna la spinse infatti qualche anno fa a creare una sua linea con un nome che la ricordasse. Oggi le sue creazioni sono apprezzatissime da chi ama modelli unici, realizzati interamente a mano. Una fusione tra arte, alto artigianato e cultura tutta made in Italy. Scopriamo in questa intervista il suo mondo fatto di creatività e poesia. 

Ci parli dei suoi esordi?

Anche se la loro data e ormai lontana, ogni volta che creo qualcosa mi sembra tanto vicina. Ormai sono vent’anni che dopo aver messo la mia laurea in Scienze politiche nel cassetto dallo stesso cassetto ho preso tessuti e nastri e ho cominciato il mio viaggio alla ricerca di qualcosa di legato alla mia sfera fantastica.

Qual è stata l’intuizione che l’ha portata a creare dei cappelli?

Più che un’intuizione direi che si e trattato di una grande ammirazione verso mia nonna e verso i suoi fantastici cappelli. Non per niente ho scelto il nome Maminou, che nel sud della Francia significa nonnina.

Come pensa si possano fondere la strategia di mercato con la creatività? Bella domanda. A mio parere un creativo difficilmente è anche uno stratega di mercato, mentre uno stratega di mercato può essere creativo. La cosa importante è incontrare persone che si lasciano ancora emozionare dall’autenticità e verità di un oggetto “fatto a mano” e che ognuno a suo modo lo indossi e lo presenti ad altri, creando un telaio fatto di storie all’insegna della preziosa artigianalità.

Un aggettivo con cui si descriverebbe?

Una testarda, romantica, all’antica… mi scusi, aveva detto un solo aggettivo, allora scelgo all’antica.

Quali sono i colori e i materiali che la rappresentano meglio 

054Senza dubbio i rossi e i non colori come il bianco, il nero, dipende molto dalla stagione e dalla sua luce. Prediligo il contrasto: lucido/opaco, maschile/femminile, povero/ricco, riciclato/standardizzato. Insomma, il tessuto che prediligo è spesso un chiaro/scuro di se stesso.

Che cos’è l’eleganza oggi?

L’eleganza oggi è la stessa di ieri e spero di domani, quella fatta di dettagli, di femminilità, di praticità, di buon gusto.

E lo stile?

Lo stile è l’eleganza di ieri, di oggi, di domani… con un piccolo dettaglio di moda.

Un desiderio che vorrebbe realizzare?

Continuare a fare questo viaggio intrapreso anni fa e riuscire ancora a raccontare attraverso i miei cappelli le mie emozioni, le mie ricette, le mie scoperte.

Se dovesse dare un consiglio di stile alle nostre lettrici per non sbagliare look?

Sicuramente in un momento di crisi come questo il mio consiglio alle lettrici de La mia boutique è quello di cucirselo addosso un nuovo look, magari divertendosi a modificare un vecchio capo con un tocco nuovo, di fantasia ironica, la vostra! A volte, un bottone, un nastro, un orlo, un colore diverso fa miracoli. Create un semplice dettaglio e sarete fiere del vostro look, del vostro stile.

Info, www.maminou.it